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Alla scoperta di Ca’ del Bosco

Come trasformare un Sabato di pioggia di metà Luglio in un’esperienza da ricordare? Andando a fare visita ad una delle cantine più grandi e conosciute in Italia e nel mondo: Ca’ del Bosco.

L’appuntamento è per le ore 14:00 (anzi, un poco prima per completare la registrazione) nel cuore dell’affascinante Franciacorta. Ad accoglierci il maestoso Cancello Solare. Scultura in bronzo con anima in acciaio di ben 5 metri di diametro, realizzato da Arnaldo Pomodoro su commissione di Maurizio Zanella, fondatore della cantina.

Il tour inizia con un paio di aneddoti che hanno fin da subito catturato la nostra attenzione.

Da dove ha origine il nome Franciacorta? Significa piccola Francia? No signore. L’area geografica sulla quale oggi sorgono alcune tra le più rinomate cantine a livello internazionale aveva ed ancora oggi ha, un terreno poco fertile e per nulla adatto all’agricoltura. Per questo motivo intorno al 1800 i borghi della zona cominciarono a svuotarsi, le persone infatti cercavano terre più produttive e adatte ad essere coltivati.

Per fermare questo flusso, il governo stabilì di escludere l’intera area dal pagamento delle tasse. I monaci che vi risiedevano e che si dedicavano alla conservazione delle vigne, ottennero l’esenzione dai tributi imperiali diventando appunto zona franca ovvero “curtis francae”. Da qui arriva il nome Franciacorta.

Perché si chiama Ca’ del Bosco? Annamaria Clementi Zanella, madre di Maurizio, diede inizio alla magia acquistando una piccola casa in collina ad Erbusco. Una proprietà completamente immersa in un fittissimo bosco: “Ca’ del Bosc”. Senza saperlo e con il semplice pensiero di trovare un luogo perfetto per rilassarsi in mezzo alla natura, diede inizio ad una delle storie più belle nel mondo della viticultura italiana.

 

La passeggiata all’interno dell’immensa cantina prosegue e si passa alla descrizione delle attività dell’azienda,

Ca’ del Bosco amministra 218 ettari di vigneti, la metà di proprietà e gli altri in gestione, e vendemmia le sue uve in cassette da 16 kg. Tutte le cassette sono codificate per differenziare la tipologia di uva e provenienza perché ogni area vendemmiata ha caratteristiche importanti da esaltare.

Ogni ettaro di terreno produce all’incirca 80 quintali di uva, che prima di essere trasformata in vino viene accuratamente lavata tramite la così detta “Spa del grappolo di Ca’ del bosco”. Durante la vendemmia, in 3 grandi vasche, ogni grappolo è pulito eliminando insetti, foglie, ragnatele, ottenendo un frutto il più possibile libero dai solfiti. I vini di Ca’ del Bosco hanno in media dai 40 ai 60 milligrammi di solfiti per litro – molto al di sotto del limite legale che è di 185 milligrammi/litro.

In Italia il primo produttore di vini spumantizzati è stato Berlucchi, ma subito dopo, grazie al preziosissimo lavoro del giovane Maurizio Zanella e di André Dubois, un tempo enologo di Moët & Chandon che si è fin da subito innamorato del progetto del giovane italiano e l’ha seguito in Franciacorta, Ca’ del Bosco si è messa al lavoro per creare un vino di estrema classe.

Il mosto viene frazionato in 3 diverse parti: il mosto fiore per i vini di maggiore prestigio, il mosto utilizzato per il cuvée prestige, ed un terzo che l’azienda vende ad altri produttori. Gli lieviti si selezionano in base alle necessità. La prima fermentazione, che porta alla creazione dei vini base, Pinot Bianco, Pinot Nero e Chardonnay, avviene in vasche di acciaio.

 

Inizia il processo di vinificazione…

I diversi vini poi attraverso movimentazioni in assenza d’ossigeno e senza “sbattimento”. Serbatoi “volanti” che permettono il travaso per gravità e innovative tecnologie progettate da Ca’ del Bosco, arrivano nel cosiddetto TREMILA (ovvero una enorme contenitore da 3.000 ettolitri di vino). Una cisterna gigante nella quale vengono assemblati i diversi vini utili alla preparazione del cuvée prestige. Al suo interno solitamente risposano per circa 24 ore, poi il prodotto ottenuto viene imbottigliato.

Da quel momento iniziano i 18 mesi di invecchiamento per il Franciacorta classico, 36 mesi per i millesimati e 60 mesi le riserve, anche se Ca’ Del Bosco per alcuni vini ha allungato i tempi arrivando a farli riposare anche 8 anni e mezzo.

Questo colosso produce 1 milione e 700 mila di bottiglie e sta ingrandendo la sua produzione e la sua possibilità di stoccaggio per poter crescere anche all’estero. Ca’ del Bosco ad oggi infatti vende la maggior parte dei suoi vini in Italia. Utilizza solo tappi provenienti dal Portogallo che l’azienda analizza in laboratorio. Anche le bottiglie vengono sottoposte ad analisi per verificare la qualità e la resistenza del vetro.

Un’altra curiosità? Le botti in rovere francese sono assemblate e personalizzate secondo loro indicazione.

Insomma, un bellissimo tour, interessante e piacevole, terminato con una eccezionale degustazione di Franciacorta Annamaria Clementi e Franciacorta Annamaria Clementi Rosé. Consigliamo assolutamente e noi non abbiamo che da imparare da realtà come queste!  Complimenti!