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Cella Monte, la sua storia e l’Ecomuseo della Pietra da Cantone

Cella Monte è il piccolo borgo nel cuore del Monferrato in cui siamo cresciti. Un paesello dedicato all’agricoltura e alla viticoltura, sede della nostra Società Vitivinicola è un luogo a noi molto caro. Le strade principali sono due e percorrendole potrete incontrare tutto ciò di cui possiate avere bisogno. Una bottega alimentare, una banca, una posta, una tabaccheria, un bar, un campo da calcio e uno da tennis, una chiesa, un piccolo teatro, decine di infernot e cantine, agriturismi e locande e aziende agricole. Dal 2003 è anche sede del magnifico Ecomuseo della Pietra da Cantoni, oltre ovviamente a tantissimi spazi verdi.

Ogni angolo di Cella Monte custodisce per noi bellissimi ricordi e tanti nuovi spunti per i prossimi progetti.

Il patrimonio di questo splendido borgo negli ultimi decenni è stato portato alla luce grazie al costante impegno delle amministrazioni che ci sono susseguite, all’importante attività svolta dalla proloco, dagli enti e dalle associazioni che promuovono il territorio e dagli abitanti, o meglio da noi 500 ‘cellesi’ che vi risediamo, che collaboriamo quotidianamente impreziosire il paese ed accogliere i turisti al meglio.  Insomma, un ottimo lavoro di squadra!

Un po’ di storia

Le prime attestazioni del nome “Cella Monte” risalgono al XII secolo, sia nella forma plurale “Cellae” (1116) che in quella singolare, Cella (1143).  Il nome pare derivi dalle cellae vinarie anticamente scavate nella pietra arenaria dove più tardi sorsero le abitazioni che ancora oggi vediamo e abitiamo.

Dal 1311 compaiono i primi consortili. Erano piccole organizzazioni composte di uno o due casati, che nel tempo si ingrandirono grazie alle successioni femminile o alle nuove investiture.

Nel 1708 entrò a far parte della provincia di Casale e quindi nella maglia amministrativa francese. Seguì le sorti dell’intero territorio della vecchia provincia di appartenenza, aggregato a una circoscrizione avente per capoluogo Alessandria. Dopo la parentesi napoleonica rientrò a far parte della ricostituita provincia di Casale e poi quella di Alessandria.

Nel 1863 il Sindaco Luigi Vallino, a cui è stata dedicata la principale (forse unica) piazza del paese, richiese l’aggiunta della parola Monte da affiancare a Cella. Il motivo? Perché il nostro comune si trovava, e a nostro avviso è ancora oggi così, su una delle più belle colline del Monferrato.

L’Ecomuseo della Pietra da Cantoni

L’Ecomuseo opera da circa 15 anni per lo sviluppo di una cultura unitaria tra le diverse realtà presenti nel Monferrato. Promuove iniziative volte al suo recupero. Non solo come testimonianza storica e di vita famigliare e sociale, ma anche per rivitalizzare le attività, le componenti edilizie, le produzioni agricole e forestali tipiche di questo territorio.

La Pietra da Cantoni è una pietra molto pregiata. Ha una natura prevalentemente calcarea e si divide in una parte meno recente, fossilifera e di mare poco profondo, “poco lavorabile” e sfruttata prevalentemente dall’industria della calce e del cemento. I blocchi irregolari ricavati furono usati come pietra da costruzione e sono ancora visibili su molti muraglioni e case presenti sul territorio.

La parte più recente invece fu cavata, soprattutto in galleria, per ricavarne blocchi squadrati e lastre pregiate, detti “Canton” ad uso perlopiù edile.

Proprio in questa pietra sono stati scavati gli Infernot, che come oramai sappiamo sono un’appendice della cantina, priva di luce ed aerazione naturale, ubicata comunemente sotto le case, i cortili e talvolta le strade delle nostre colline. Luoghi intimamente legati alla cultura del vino che dobbiamo conservare e vivere con grande rispetto.

Se non hai ancora visitato il nostro, ti aspettiamo per passeggiata nei sotterranei della sede di Cinque Quinti!