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CAPITOLO 8.Tutte le curiosità sul Monferrato e l’amata Barbera

In questo ottavo ed ultimo capitolo raccogliamo tutte le curiosità sul Monferrato e la Barbera inclusi i migliori consigli, le raccomandazioni e le stranezze raccontate nel nostro percorso enoico alla scoperta del Monferrato e della Barbera realizzato a quattro mani con Roberta Negri, che nel 2017 ha conseguito il 2° livello da sommelier Ais a Milano.

…CAPITOLO 1

Lo sapevi che il territorio di Langhe, Roero e Monferrato è Patrimonio dell’Unesco? Ed è proprio tra queste colline che la Barbera, conosciuta come l’“oro nero” del Monferrato cresce curata con amore da noi viticoltori. Un vino storicamente “plebeo”, eletto soprattutto per via della sua produzione regolare e abbondante; elevato a vino di pregio grazie a uno dei personaggi più esuberanti della storia vitivinicola piemontese, Giacomo Bologna. Una bellissima Cenerentola che da vino rustico, dalle umili origini, si è trasformata come per magia in principessa

…CAPITOLO 2

Grazie alla tenacia e alla dedizione di molti produttori, alle nuove tecnologie, a una decisa riduzione delle rese e ad una scelta oculata della data di vendemmia, che hanno apportato un innalzamento della qualità anche a partire dalla vigna stessa, la Barbera è oggi considerato uno dei vini rossi italiani più importanti nonché apprezzati.

…CAPITOLO 3

La carta d’identità di un vino di eccellenza è piuttosto complessa poiché oltre alle caratteristiche organolettiche intrinseche al vino, richiede che esso abbia alle spalle un terroir ben definito. Una storia importante e la testimonianza di un forte legame con la tradizione popolare. Sotto questo profilo la Barbera ha dunque tutte le carte in regola per competere con i migliori vini rossi italiani.

…CAPITOLO 4

Le uve Barbera danno origine a un vino da tutto pasto con una vena acidula tipica del vitigno che conferisce freschezza e facilità di abbinamento con il cibo. E’ il “vestito” giusto per ogni occasione che si sposa perfettamente con i piatti tipici del territorio (e non solo). Dalla bagna cauda, il piatto piemontese per antonomasia, ai peperoni arrostiti alla fiamma. Dai tajarin al tartufo agli agnolotti, dal fritto misto piemontese ai formaggi tipici (in primis il Bra), dal bollito misto alla carne cruda di fassone battuta al coltello e molto altro ancora.

…CAPITOLO 5

A nostro modesto parere non serve essere un Sommelier professionista per stappare una bottiglia di vino. Ma per ottenere un ottimo risultato bisognerà seguire alcuni semplici consigli e munirsi di alcuni oggetti che nella casa di un appassionato di vino non dovrebbero mai mancare: il frangino o più comunemente tovagliolo di servizio e soprattutto un cavatappi professionale , indispensabile protagonista della scena, composto da:

  • coltellino seghettato a scomparsa per incidere e rimuovere le capsule,
  • vite teflonata retrattile, detta verme,
  • leva unica oppure doppia leva, di cui una più corta e una più lunga,
  • manico a presa ergonomica.

…CAPITOLO 6

Ricorda che il tappo non deve mai essere toccato con le mani ai fini di non contaminarlo con profumi personali. Poi una volta aperta la bottiglia, ma prima di servire il vino, non dimenticate di controllare lo stato di conservazione del tappo; ma soprattutto annusatelo per verificare che esso sappia di vino e non di… tappo! In questo modo, escluderemo la presenza di eventuali odori sgradevoli.

…CAPITOLO 7

Tra i professionisti del settore enoico si stima che una percentuale variabile tra l’1% e il 15% delle bottiglie di vino (con tappi in sughero) soffrano di sentore di tappo. Ma da dove arriva il sughero che utilizziamo per chiudere le bottiglie?

Il sughero deriva dalla corteccia della ‘Quercus suber’, materiale che protegge i tessuti della pianta dal disseccamento e dalle sfavorevoli condizioni ambientali. Questa pianta impiega circa 30 anni per poter fornire il materiale adatto alla produzione di tappi.

Grazie a tutti per averci seguito in questo interessante viaggio. Presto torneremo con moltissime novità.