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CAPITOLO 6.Pronti a stappare il vino?

Se vi siete muniti del giusto cavatappi, possiamo passare alla pratica…

Il primo passo per stappare una bottiglia di vino nel modo corretto senza compromettere la qualità del vino è quello di rimuovere la capsula, ossia l’involucro di alluminio apposto a protezione del tappo, che garantisce o quantomeno dovrebbe garantire l’integrità del vino.

È necessario incidere la capsula con il coltellino in dotazione al cavatappi tramite tagli netti e decisi appena al di sotto della cosiddetta baga o cercine, ossia la nervatura posta sul collo della bottiglia. Un primo taglio orizzontale in senso orario nella parte anteriore, successivamente un secondo taglio, sempre orizzontale, in senso antiorario nella parte posteriore e, infine, un taglio verticale dal basso verso l’alto. Una volta incisa correttamente, sempre tramite il coltellino, potrete facilmente sollevare ed eliminare la capsula.

Ricorda: nell’arco dell’intero processo di stappatura, la bottiglia deve rimanere immobile con l’etichetta sempre rivolta verso i commensali.

Curiosità: la rimozione della capsula è uno step fondamentale poiché evita che il vino, durante il servizio, entri in contatto con un materiale in grado di alterarne le proprietà.

Una volta rimossa la capsula, armatevi di frangino e pulite la parte attorno al cercine in modo da eliminare qualsiasi eventuale residuo o polvere nonché le piccole muffe che potrebbero essersi formate attraverso gli appositi forellini di aerazione posti in cima alla capsula.

Il passo successivo è quello di avvitare il cosiddetto verme all’interno del tappo di sughero. Per farlo, è necessario posizionare la punta del cavatappi al centro del tappo e, con una leggera pressione, avvitare roteando fino all’ultima spirale. Attenzione però a non affondare troppo il “colpo” poiché si rischia di perforare completamente il tappo facendo cadere residui di sughero nel vino che ne comprometterebbero l’integrità.

 

Per estrarre il tappo si dovranno utilizzare le due leve poste sulla parte esterna del cavatappi. In sequenza, utilizzeremo prima la leva più corta e poi quella più lunga fino a sollevare quasi completamente il tappo.

Quando il tappo inizierà a fare meno resistenza, si potrà ultimare l’estrazione facendolo roteare delicatamente con l’aiuto del frangino. Così facendo, si eviterà elegantemente qualsiasi rumore di apertura.

Stando ai manuali e a dispetto del luogo comune, è scorretto associare il rumore di apertura a una stappatura impeccabile. Anche se, a mio modesto parere, se è vero che l’occhio vuole giustamente la sua parte, perché l’orecchio non dovrebbe pretendere altrettanto?

Curiosità: il tappo non deve mai essere toccato con le mani ai fini di non contaminarlo con profumi personali.

A questo punto il grosso è fatto, ma prima di servire il vino ricordatevi sempre di controllare lo stato di conservazione del tappo ma soprattutto annusatelo per verificare che esso sappia di vino e non di… tappo! In questo modo, escluderemo la presenza di eventuali odori sgradevoli.

Infine, pulite nuovamente la bocca della bottiglia con il frangino e servite una modesta quantità per l’assaggio ai fini di valutare definitivamente la qualità del vino. E… Rien ne va plus, les jeux sont faits!